Capitano mio capitano

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Alcune cose.

la prima.

a Roma i gladiatori, no i mercenari, no i finti soldati antico-romani hanno fatto a botte con i vigili; aggrappati al loro posto di lavoro demenziale e inventato seppur esistente da 15 anni e più. “Alemanno!” gridano “dacce na mano a conservà er posto”.

in effetti c’è una logica, per quanto stronzo possa essere quel mestiere. Ho pensato ai disoccupati di Milano, siamo tanti ma con meno fantasia perché noi quelle cose “locali” di costume le si fa gratis da sempre, da quando c’è Milano.

capannelli di ciùla e pampalùga chiacchierano dal 1700 sulla piazza del Duomo, mentre i piccioni volano e scagazzano sui cinesi che fanno le foto del matrimonio. proporrei di aggiungere una fila di pirla, altro personaggio tipico milanese, anzi un pirla e un baùscia alternati che girano intorno alla cattedrale. queste sono le nostre figure retoriche. ma potremmo mettergli una cotoletta in mano o del risotto giallo nelle tasche per fare più tipically.

e porre Ambreus, l’ormai famoso robot di verza lombarda, al posto della statua equestre.

euro 5 a foto, grazie.

altro argomento.

prima la tv nel senso dell’oggetto fisico.

che ho dovuto pagare 65 euri per un cazzo di digitale terrestre e non si vede mai bene, e non prende neanche certi canali eccetera, ma questo lo diciamo tutti e non ci danno retta. serve a niente di niente proprio ma continuiamo che non si sa mai!

poi quello che trasmettono.

“Un posto al sole”, telenovela campana tutta sciuè sciuè e basta che c’è s’sto sole, che ti vien voglia di prendere a schiaffi i personaggi. stupidi. noiosi. pensati da un cretino, interpretati da un/una cretino/a a caso.

ci sono delle figure talmente finte.. chi è l’autore, lo sceneggiatore, gli interpreti? c’è gente che muore e poi risorge, s’innamora, si sposa divorzia sposa l’altro fratello divorzia sposa l’altra sorella, viene rapita, ammazza uno, partorisce, tutto nello stesso giorno. e il giorno dopo… uguale. una persona di buon senso non ci crederebbe, diciamo.

milioni di italiani hanno problemi di dipendenza come dall’eroina. l’isola dei famosi, centovetrine, un posto al sole, beautiful,  paura d’amare e come cavolo si chiama l’altra, terremoto d’amore, giungla di desiderio (notare i titoli) e non cambia se sono reality (uh!) o finte scuole per ballerini e cantanti di Maria. è la stessa merda incredibile sparata in tv.

perché? perché ci ha tanta audience. i tossicodipendenti, appunto.

c’è un programma per giovani e uno per anziani che vogliono incontrare l’anima gemella.

a parte che uno o una così basta e avanza, meglio non raddoppiare il dramma.

il trucido in diretta, la gambetta storta che cede, le panze, le rughe, il gel, il rossetto sbavato, le minigonne giropassera, uomini e donne così detestabili (infatti si detestano!) dentro e fuori.

apologia della demenza precoce, che ha evidentemente colpito autori, presentatori e pubblico. e maria intasca, e come lei altre gagliarde vegliarde fasciate cotonate e leopardate. dio mio..

dicevo. io pago il canone quindi pretendo cose migliori nella mia televisione costosa con costosissimo e inutile decoder. io sborso 150 e rotti euri l’anno come altri milioni di stupidi e mi sono stufata di vedere porcate da quattro soldi.

se no io non pago, vi dò quattro soldi appunto. poi vi spengo.

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Linda

kg 3,600

54 centimetri

mora d’occhi e capelli

farà strage di cuori,

come la mamma e la zia 🙂

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perché:

io a mio fratello voglio bene. trovo dentro di lui un gradevole lato femminile benché lui sia masculo peloso e nìvuro senza dubbio, e con  mogli due et anche figli di numero superiore all’uno casuale.

mi sembra la mia mamma lui. con la differenza che la mia mamma, non dovrei dirlo lo so, era anche un po’ cattiva con me, forse con tutti, ma me mi ha pesato più la mia parte che quella vostra, per esempio.

invece io a lui non piaccio, non piaccio mai.

e me lo dice anche. mi dice: “vedi la tua amica com’è femminile, erotica, benfatta?” e io piango e me la prendo ma non serve a niente.

io sono la sua sorella-roulotte, quella che si traina in giro perché è più piccola e i genitori rompipalle te la affibbiano mentre tu vorresti farle uno sgambetto, farla cadere e mordersi un labbro, magari.

io lo so che lui pensa questo di me. che rompo da sempre.

che non mi vuole vicino.

allora io ho imparato a non stargli vicino.

a non fargli tanto vedere che gli voglio bene, e non lo vado a trovare e non sono simpatica per lui. però ogni tanto ho bisogno di salutarlo, di dirgli “come va?”, di sentirlo nel telefono, di fargli salutare suo nipote che lo ama molto come ama tutti gli zii, maschi in particolare, che li sente simili a sé.

quindi, stasera gli ho telefonato, e zitta zitta ho cercato di farlo parlare e dirgli qualche cosa, per sentire la sua voce. perché mi dispiace e non vorrei essergli antipatica.

allora mi ricordo che una volta ero in macchina con lui e sono andata contro il marciapiede perché mi stava facendo una lezione di guida pre-patente.

e un’altra volta correvamo in terrazza tra le file di lenzuola stese al sole e corri di qua corri di là ci siamo scontrati all’improvviso. e lui adesso ha una cicatrice sul sopracciglio e io una sul braccio. ci siamo morsicati ridendo e correndo, non so come, non abbiamo avuto il tempo di accorgerci.

anche il criceto mi morsicò un dito uguale, la gabbia era appesa in alto di fianco alle lenzuola e il mio indice gli sembrò tanto uguale alla carotina che gli porgevo dal basso infilandoli tra le sbarre. morso uguale. incisivi di bimbo, incisivi di criceto.

però il criceto m’è stato sui coglioni parecchio.

ma se fosse ancora vivo può darsi che telefonerei anche a lui adesso.

perché io voglio bene a tutti, in fondo. soprattutto a quelli che non mi vogliono bene per niente. si vede che devo fare così, la gente non si cambia mica.

quindi aspetto, forse un giorno mi telefona mio fratello e forse avrà voglia di vedermi e di sentirmi e parleremo molto senza sentirci soli e affranti né angosciati uno dall’altra.

ma questa storia è molto più complicata e prevede l’amore credo. mi capita con molta altra gente, di amare e detestare. soprattutto il rifiuto mi fa arrabbiare e l’amore si trasforma in livida gelosia e rabbia, terrore di morire e solitudine. ma non posso parlarne ora, non mi va.

e mi ricordo anche un’altra volta in macchina, non molto tempo fa, lui guidava e io stavo avendo un attacco di panico perché eravamo in tangenziale per andare in un posto che lui conosce. l’ha capito e mi ha stretto la mano nella sua e io ho sentito che invece mi vuole molto bene, se no non mi avrebbe stretto così la mano in modo protettivo.

e sono stata molto felice, e l’ansia mi è quasi passata sentendomi così protetta e amata.

è stato bellissimo, me lo ricordo ancora.

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allons fillettes!

è passato stamattina con i pantaloni aderenti stretch neri ed una felpa rossa.

ho guardato il guidatore del pullmino dicendo: “da dove spunta fuori questo qui? ha sbagliato strada!” e lui che è bruttino e vecchiotto mi ha riso.

cribbio che fianchi stretti e che cosce da centometrista, un po’ più larghe dei fianchi, poco per fortuna perché i ciclopi muscolosi mi fanno ribrezzo.

con un colore, il colore della pelle così cioccolato, così marrone lucido come una tavoletta amara appena leccata.

perché c’è il marrone cioccolata dei nostri antenati che è senegal nigeria sud africa; e c’è il marrone caffé appena più chiaro che è somalia etiopia forse marocco, poi c’è quel giallino nespola che è libano e egitto. infine c’è un marrone speciale, un maròn glacé rotondo e caldo, che si trova nella lunga striscia de america latina, cuba, e un po’ in centro america.

ma sempre dal marrone cioccolata partono tutti. da lì è salpata la prima nave per dovunque.

quest’uomo bellissimo è primordiale come le sue fasce muscolari, fibre corte per lo scatto e fibre lunghe per la resistenza. figo.

oh santo cielo, inizia a piegare in modo elastico il busto verso le ginocchia, con le mani incrociate sulla nuca. oh non siamo mica a casa tua, eh?

i maschi pensano che sia molto ginnico arrivare alle ginocchia con la testa, molte donne lo fanno normalmente senza nessun tipo di allenamento e anche a una certa età.

come posare le mani a terra senza piegare le gambe. siamo più morbide noi.

ma lui insiste, il culo sinceramente così non mi interessa, guardo ma non trovo niente di attraente in due chiappe chinate, non sono mica Tinto Brass.

però il resto, gli occhi consapevoli, lo sguardo, i riccioli cortissimi, il corpo tonico, il colore brillante, l’abbigliamento sulla pelle, beh tutto questo lo guardo con grande ammirazione e un filo d’invidia. ma chi se lo magna questo a la sera? beata donna.

sono una zitella, qualcosa devo pur desiderare se no mi secco qui come una foglia, mi ritrovano tra duemila anni “mummia al computer” mani sulla tastiera.

invece ripensando al tipo tosto mi si aprono i polmoni, il sangue ossigenato circola gioioso nelle vene e il cuore ed il cervello si rallegrano, mentre tutto il resto è ben disposto per uno scontro che non avverrà.

solo fantasia, ma fa miracoli, forse fa bene anche alla pelle e ferma i radicali. fin troppo liberi da un po’ di anni, per i miei gusti.

ahh che bella mattina! c’è un cielo.. grigio!?

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camminando ad occhi chiusi in una stanza piena di spigoli:

l’amore è

totale

estremo

simile a noi

un’esigenza

profondo

combattivo

tenero

il centro della nostra vita

punto d’inizio dell’emozione

convivenza

connivenza

accogliere

tormento

lacrime

sorrisi

piacere sommo

il maxi-schermo che proietta solo immagini della persona amata

cambiamento

turbamento

rossori

desiderio

pace

carne

annusare l’odio e non sentire puzza

sperimentazione

un altro modo di vivere

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le ragazze

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